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Le Tombe di Tarquinia



Tomba del Tifone

Tomba del Tifone è sita a Tarquinia nella necropoli di Monterozzi o del Calvario.

La Tomba del Tifone è databile tra il III ed il I secolo a.C. e l'anno del suo rinvenimento fu il 1832.

Siamo nella tomba di Laris Pumpu importante magistrato a Tarquinia.

Tomba del Tifone
Tomba del Tifone

Intanto diciamo che Noi l'abbiamo veramente visitata.

Entrare in questa tomba è quasi impossibile ..., ma Noi ci siamo stati approfittando delle aperture di Primavera delle giornate del FAI.

La Tomba dei Tifoni è sita in profondità sulla collina di Monterozzi all'interno del giardino di una abitazione privata.

A dire il vero nella proprietà privata c'è pure un'altra Tomba quella del Convegno.

Tomba del Convegno
Tomba del Convegno

Quella del Convegno invece ci è ancora negata, ma Noi non disperiamo.

Qui fare fotografie è impossibile.

Dire che sono pieni di fisime è riduttivo!

Ci hanno detto che l'uso della macchina fotografica (senza flash) danneggia i dipinti! e che il fotografo potrebbe andare a sbattere sui dipinti stessi.

Con chi pensa in questo modo provare a ragionare è inutile ... e quindi Vi dovrete accontentare della nostra narrazione.

Si entra da un lungo dromos che scende di almeno 6-7 mt sotto la collina di Monterozzi.

La tomba è un unico ambiente con un grosso pilastro centrale.

Sulla faccia del pilastro di fronte all'ingresso dal dromos c'è un piccolo altare quasi un tavolo su cui adagiare il morto per prepararlo per l'inumazione.

La base dell'altare era affrescata, ma oggi si intravedono solo qualche tratto del dipinto originario.

Su due lati del pilastro centrale, opposti all'ingresso, sono disegnati due Tifoni in funzione di Telamone ovvero nell'atto di reggere il soffitto.

I due Tifoni sono ancora bellissimi con colori vivi e tratti decisi.

Ricordiamo che i Tifoni erano uomini dalla testa fino alle ginocchia, ma, sotto le ginocchia, avevano il corpo di un serpente.

Il soffitto, originariamente dipinto di rosso, è molto ammalorato, ma, il alcuni tratti, si vede ancora il colore originario.

Lungo le pareti corrono tre ordini di gradoni su cui erano riposti i sarcofagi in nenfro od in altra pietra locale.

Sulla parete di destra, rispetto all'ingresso, in alto si vede il corteo funebre di Laris Pumpu, appena defunto, in partenza verso l'aldilà accompagnato da demoni e servi vari.

E' un corteo con quasi tutti con le faccie tristi ... ed è un vero corteo con tanto di effetto prospettico.

L'aldilà non è più gioioso come nelle tombe arcaiche con banchetti e suonatori.

Ora è tenebroso ed oscuro come Tifone condannato da Zeus a stare sotto l'Etna.

Interessante è leggere sotto nel primo gradone la scritta in Latino che li giace Aurelia Femmina.

In questa Tomba si trovano infatti sia scritte in Latino che in Etrusco a dimostrazione del suo utilizzo fino al II - I secolo a.C.

Un'altra interessante caratteristica della Tomba dei Tifoni è la decorazione, praticamente continua, sulle pareti rappresentatnte delfini guizzanti sul mare.

I delfini sono disegnati con la tecnica della matrice in cartone e quindi sono uguali con passo di quattro delfini.

Una decorazione simile la si trova nella Tomba delle Leonesse ...

Tomba del Tifone
Tomba del Tifone

Questa, insieme alla vicina tomba del Convegno, sono le ultime (come datazione) due Tombe Dipinte di Tarquinia.

Roma ha conquistato l'Etruria modificando per sempre le usanze funebri etrusche.

Basta tombe sfarzose; basta con imponenti cerimonie funebri; basta con i corredi funebri degni di un Re.

Ma torniamo alla Tomba del Tifone una tomba veramente unica, ma impossibile da vedere ... ed ancor più fotografare.

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