Norchia
Norchia è, a nostro personalissimo parere, il sito Etrusco più affascinante di tutta l'Italia centrale.
Non stiamo parlando di quella bellissima tomba dipinta o di questo grandissimo tumulo.
Qui si parla di un sito intero: una grande necropoli ellenistica del IV secolo a.C. piena di tombe a semidado/dado semplice ma anche con tombe a dado con vano di sottofaccia aperto anteriormente a portico.
Qui ci sono (ma noi non le abbiamo trovate) due delle tre tombe a tempio dorico realizzate dagli Etruschi in tutta l'Etruria.
Per chi non lo sa la terza tomba a tempio è la splendida tomba Ildebranda a Sovana.
Norchia, che funzionalmente era sotto l'influenza di Tarquinia, sorgeva lungo la via Clodia quasi a metà del tratto che da Blera risaliva verso Tuscania.
Come per Blera non c'è noto ne il nome Etrusco ne quello Romano del sito che secondo alcuni potrebbe trattarsi di Orclae.
Come a San Giuliano l'abitato di Norchia era sito sul lungo e stretto pianoro tufaceo racchiuso dalla confluenza dei fossi Pile e Acqualta nel Biedano.
Forse se si scavasse sotto la Pieve di San Pietro ed l'annesso castello si ritrovebbe l'antica città Etrusca.
A Norchia ci sono sostanzialmente quattro necropoli:
la necropoli del Pile
la necropoli del Biedano a sud
la necropoli di Acqualta
la necropoli del Biedano a nord
Quella che si vede scendendo dall'altipiano tufaceo di Pian delle Vigne la necropoli del Pile.
A Norchia, in tanti anni che giriamo per siti e necropoli Etruschi, per la prima volta abbiamo avuto la nettissima sensazione di non essere soli e abbiamo avuto paura.
Qualcosa o qualcuno tra i rovi ci guardava o spiava ... e non voleva ne che fossimo li e ne che avanzassimo nella ricerca, era una fredda giornata di febbraio, delle Tombe a Tempio dorico poste nella necropoli di Acqualta.
Forse è stata una sensazione data dal runore dello scorrere dell'acqua sul Biedano o dal vento che si incanala lungo la valle e fruscia sui rami.
Sicuramente era solo suggestione e sicuramente non c'era nulla (e se c'era qualcosa ... faceva rumore), ma noi abbiamo preferito tornare indietro, riguadagnando il parcheggio delle auto.
Norchia ad Aprile
Norchia a Febbraio
Ma non ci siamo dati per vinti ed ad Aprile siamo tornati "in forze", ma, folta la vegetazione e la mancanza di riferimenti certi, ci ha nascosto la vista delle Tombe a Tempio.
Vogliamo anche Noi lanciare, associandosi a quanto scrivono Giacomo Mazzuoli e Giuseppe Moscatelli sul loro libro "Le necropoli rupestri della Tuscia", un messaggio sullo stato di abbandono in cui si trova questo sito archeologico di primaria importanza mondiale.
Una serie di esempi:
le Tombe a Tempio, indicate nei cartelli, non si trovano
il cartello indicante la Tomba Lattanzi, esistente a febbraio, è stato "oscurato" ad aprile 2009. Della localizzazione della tomba nessuna notizia
della Cava Buia non si trova l'ingresso a valle (un muro di rami e di verde impenetrabile), mentre a monte è franata
la tombe visibili sono soffocate dall'avanzata della macchia non pulita o non diradata
La splendida fotografia pubblicata nella pagina centrale del libro "Necropoli rupestri del Viterbese" edito nel 1983 a cura dell'Istituto Geografico De Agostini di Novara rischia di documentare un sito estinto.
Alla fine trent'anni di abbandono delle campagne hanno fatto più danno di 2'500 anni di scorrere del tempo.